Alessandro Khabbazé è un professionista dello spettacolo dal vivo con oltre vent’anni di esperienza nei servizi tecnici teatrali. Attualmente è Responsabile dei Servizi Tecnici presso l’Auditorium comunale G. Comisso di Zero Branco (TV) , nel 2021, ha ricoperto il ruolo di responsabile di area e capo tecnico per alcuni spazi del festival della Biennale di Venezia, coordinando team impegnati in produzioni di teatro, danza e musica con artisti di fama internazionale. Dal 2017 al 2025 è stato Direttore dei Servizi Tecnici del Teatro Olimpico, dove ha gestito eventi culturali di rilievo – spettacoli, concerti e conferenze – occupandosi del coordinamento del personale tecnico e artistico, della sicurezza e dell’organizzazione operativa. La sua carriera abbraccia tutte le principali aree tecniche dello spettacolo: tecnico luci automatizzate, light designer e programmatore, tecnico del suono, macchinista di scena e direttore di scena. Ha collaborato a produzioni di alto profilo, lavorando, tra gli altri, con artisti come Milva e Roberto Bolle , oltre a orchestre e festival nazionali e internazionali. Il suo percorso professionale è iniziato come freelance nel 2003, dopo esperienze in compagnie teatrali itineranti e numerose attività in ambiti diversi, che gli hanno permesso di costruire una solida competenza tecnica e organizzativa. Parallelamente all’attività operativa, è docente in corsi di formazione per tecnici teatrali e macchinisti, contribuendo alla trasmissione di competenze specialistiche alle nuove generazioni. Una figura poliedrica, capace di coniugare visione tecnica, capacità gestionale e profonda conoscenza del palcoscenico, maturata sul campo in contesti tra i più prestigiosi del panorama culturale italiano.
Il ruolo del tecnico dello spettacolo
“Faccio il tecnico dello spettacolo, principalmente in teatro. Negli anni mi sono occupato di tutti gli aspetti tecnici di una produzione: ho iniziato come fonico, poi mi sono specializzato nell’illuminotecnica e successivamente ho ricoperto il ruolo di direttore tecnico in diverse realtà. Da molti anni lavoro soprattutto come macchinista, mantenendo anche le qualifiche di direttore tecnico e responsabile tecnico. Mi occupo dell’intera componente scenotecnica di uno spettacolo”.
L’evoluzione del percorso professionale
“Per otto anni sono stato direttore tecnico del Teatro Olimpico, uno dei teatri più importanti e affascinanti al mondo. Dopo tredici anni complessivi di lavoro lì, ho deciso di chiudere quel percorso: una scelta non semplice, maturata per ragioni legate alle condizioni lavorative. Il mio incarico si è concluso il 1° agosto 2025. A quasi cinquant’anni mi sono chiesto cosa volessi fare “da grande”, ma fortunatamente il settore oggi offre molte opportunità: contrariamente a quanto si pensava venticinque anni fa, i teatri sono in crescita”.
La formazione: trasmettere un mestiere antico
“Da tre anni mi dedico anche alla formazione: tengo corsi per macchinisti teatrali in Veneto ed Emilia-Romagna. È un’attività che mi dà enorme soddisfazione, perché quello del macchinista è un mestiere antico che rischia di perdersi. Con la progressiva esternalizzazione dei servizi nei teatri, sta scomparendo la trasmissione diretta del sapere tra generazioni. Nei corsi incontro spesso ragazzi con un’immagine un po’ distorta del mondo dello spettacolo, influenzata dalla televisione e dal mito dell’artista famoso. Quando scoprono la realtà – fatta di lavoro concreto, competenze manuali, fisica applicata, legno, corde, contrappesi – si appassionano ancora di più. È gratificante vedere giovani abituati alla tecnologia scoprire la potenza di strumenti semplici e della conoscenza tecnica”.
Un inizio casuale (e rocambolesco)
“Il mio percorso è iniziato quasi per caso. A diciassette anni ho dato una mano come aiuto tecnico grazie a un amico; ho iniziato osservando e imparando sul campo. Prima di diventare professionista ho fatto molti altri mestieri – falegname, meccanico, saldatore, rappresentante, impiegato, cuoco – mantenendo sempre la passione per la musica (sono sassofonista). L’occasione decisiva arrivò rispondendo a un annuncio per una tournée estiva: mi presentai al colloquio con un piede fratturato la sera prima, ma la determinazione fu apprezzata e venni assunto. Da lì è nata la mia carriera nello spettacolo dal vivo”.
Tra nuovi progetti, gestione di teatri e scelte di equilibrio personale
“Attualmente sto concludendo un corso di formazione finanziato dalla Regione in collaborazione con Arteven, e ne inizierò un altro ad aprile organizzato da Doc. Collaboro inoltre alla gestione di due teatri in provincia di Treviso e Padova, e continuo a lavorare come macchinista ed elettricista in diverse realtà. Non ho mai scelto di fare tournée a lungo termine, ho preferito restare vicino a mia figlia. Quando crescerà ci penserò!”.
Il valore della cooperativa: tutele, solidità e rete professionale
“Rispetto all’esperienza in cooperativa, per me il valore principale è il rapporto umano e la solidità della struttura. Essere socio Doc Servizi offre tutele amministrative, fiscali e assicurative importanti, soprattutto per chi inizia. In un settore che un tempo era spesso irregolare, lavorare con una struttura organizzata significa avere supporto legale, tecnico e professionale, e affrontare anche situazioni complesse con maggiore sicurezza”.
