Alessandro Inolti è un batterista professionista e socio di Doc Servizi, attivo sulla scena italiana e internazionale. Dal 2016 è il batterista ufficiale di Fabrizio Moro e ha collaborato con artisti come Adrian Belew (Talking Heads, David Bowie, King Crimson), esibendosi anche al festival Cruise to the Edge negli Stati Uniti. Accanto alla carriera live e in studio, Inolti si dedica all’insegnamento con lezioni, masterclass e il corso “Tour: Istruzioni Per L’Uso”, pensato per batteristi che vogliono intraprendere la carriera professionale. Formatosi tra Roma e New York, unisce solide basi accademiche a un approccio contemporaneo e versatile allo strumento. 

Il batterista nell’era dei social 

“Essere batterista oggi è molto diverso da quando ho iniziato. A diciotto anni pensavo solo a studiare lo strumento: suonavo negli Zephiro e nei Kutso, avevamo un’intensa attività live e tutto ruotava attorno alla batteria. Non c’erano social, né promozione: contava solo la musica. Oggi invece non basta suonare bene: devi occuparti anche di produzione, immagine e comunicazione. L’aspetto visivo ha preso il sopravvento e la profondità emotiva si trova sempre più di rado. Per me la musica è sempre stata un modo di esprimere emozioni, non di mettermi in mostra, ma oggi i social e i video brevi rendono tutto molto volatile. Non dico che sia solo negativo, ma stare al passo è faticoso, come ricominciare a correre dopo un mese di stop. I musicisti più grandi faticano ancora di più ad adattarsi. Io appartengo a una generazione di mezzo: nato nel ’88, ho vissuto un’epoca in cui la musica aveva un peso diverso.” 

 L’importanza di rimanere fedeli a se stessi con la consapevolezza di ciò che ci circonda e dei cambiamenti generazionali. 

“Come insegnante, il consiglio che do sempre ai miei allievi è di restare in pace con se stessi: fare ciò che si sente davvero, nel rispetto delle proprie scelte e della propria personalità, ampliando però i propri orizzonti. Ho visto colleghi perdersi cercando di inseguire strade che non erano le loro. Non esiste una verità assoluta, ma se intraprendi un percorso artistico devi lottare per la tua idea, sapendo che potrebbe anche non funzionare. L’importante è essere coerenti: se le cose vanno male, almeno puoi dire di aver seguito fino in fondo ciò in cui credevi”. 

Le sfide più dure sono quelle che ti fanno crescere davvero 

“Il vero punto di svolta della mia carriera è arrivato quando ho deciso di lasciare tutto per andare a studiare in America. Quell’esperienza mi ha fatto crescere, costringendomi a uscire dalla mia comfort zone. Lì ho capito che spesso sono proprio i momenti più difficili a spingerci a fare un salto in avanti. Avrei potuto dire che il cambiamento più importante è stato suonare in grandi eventi, ma in realtà è stata quella scelta, perché ha trasformato completamente la mia vita. Mi ha tolto alcune opportunità, ma mi ha dato molto di più. È un messaggio che cerco di trasmettere anche ai miei allievi: affrontare i cambiamenti, anche quelli più impegnativi, può portare a una crescita straordinaria”. 

Doc Servizi: un supporto concreto  

“Ho conosciuto Doc Servizi nel 2016 grazie a un amico, quando ho iniziato a collaborare con Fabrizio Moro. Fin dal primo incontro con Emanuele Bevilacqua mi sono trovato subito a mio agio. Nella filiale di Roma ho subito percepito un mix di professionalità e umanità: persone competenti e disponibili, con cui si è sviluppato un rapporto che va oltre il semplice contesto lavorativo, diventando anche amichevole. Dopo quasi dieci anni, Doc Servizi è ormai per me come una famiglia. Con loro mi sento supportato, e questa è una sicurezza preziosa.”