Claudio Arfinengo, Arfi, è un musicista che ha fatto del ritmo un linguaggio trasversale. Batterista, insegnante e pittore, attraversa da anni mondi diversi mantenendo una visione coerente, in cui musica, didattica e arti visive si alimentano a vicenda. Il suo stile, potente ma sempre attento alla ricerca timbrica e al dettaglio, lo ha portato a diventare una presenza riconoscibile della scena musicale italiana. Avvicinatosi alla batteria in giovanissima età, costruisce la propria identità attraverso una formazione solida e curiosa, dagli studi con Giorgio Gandino e Roberto Balducci agli incontri con figure internazionali come Tim Alexander e Will Calhoun. Nel tempo, il suo percorso si intreccia con quello di numerosi artisti, tra cui Eugenio Finardi, con cui condivide palchi, tour e nuove produzioni, fino all’attuale TUTTO 75/25 Tour.  Tra concerti, studio di registrazione e progetti discografici come FASE, di cui è anche co-produttore, Arfi continua a esplorare linguaggi e contaminazioni. Parallelamente, la pittura diventa un’estensione naturale del suo rapporto con il ritmo, mentre l’insegnamento, svolto presso UP Stage Music Lab, rappresenta uno spazio di trasmissione e ricerca, dove esperienza e creatività si incontrano. 

Il musicista contemporaneo tra tecnologia, produzione e autonomia 

“Essere musicista oggi richiede molte più competenze rispetto a quando ho iniziato. Nel mio percorso, ad esempio, ho dovuto ampliare le conoscenze delle macchine elettroniche da integrare nei setup acustici e imparare a lavorare con software di produzione musicale. Utilizzo Ableton Live per registrare le idee da condividere con i miei collaboratori, creare basi su cui studiare, sviluppare campioni da caricare nelle macchine e poi utilizzare dal vivo. Inoltre, è diventato importante saper suonare anche strumenti armonici. Oggi, in fondo, siamo tutti un po’ producer e manager di noi stessi, a cui si aggiunge la gestione dei social, un aspetto su cui dovrei investire ancora di più”. 

Tra palchi internazionali e storie da raccontare 

“Da quindici anni collaboro con Eugenio Finardi: insieme abbiamo inciso dischi e affrontato numerosi tour, non solo in Italia ma anche in Cina e in Inghilterra. È stata un’esperienza fondamentale nel mio percorso artistico e umano, considerando il valore dell’artista e la grande responsabilità che si avverte nel condividere il palco con una figura di tale statura. Gli aneddoti da raccontare sarebbero davvero molti…”. 

Un punto di riferimento per chi lavora nella musica 

“Le ragioni per entrare in Doc Servizi risiedono nella profonda conoscenza del settore musicale e delle sue criticità: sanno come funziona il sistema e aiutano i musicisti a orientarsi nel modo più efficace possibile. Inoltre, il sito è chiaro e dettagliato e offre una gestione amministrativa essenziale per chi lavora nella musica”.