Emanuele Bultrini è chitarrista, compositore e socio di Doc Servizi. Musicista versatile, attraversa generi e linguaggi diversi – dal rock alla world music, dal jazz-manouche alla sperimentazione – dividendosi tra concerti, teatro e scrittura musicale. È tra i fondatori della band “cinematica” La Batteria, con cui ha pubblicato cinque album, realizzato colonne sonore e musiche per la televisione, e della formazione strumentale Fonderia, attiva con quattro dischi. Dal 2012 al 2023 ha fatto parte dell’Orchestra di Piazza Vittorio, partecipando a tour internazionali e a cinque produzioni teatrali, tra cui Carmen, Don Giovanni e Il Flauto Magico – quest’ultimo diventato un film premiato con il David di Donatello 2020 per la migliore musica. Dal 2024 è entrato nella BabelNova Orchestra, con cui ha inciso un album e calcato il palco del Festival di Sanremo. Nel tempo ha collaborato e suonato con artisti come Alex Infascelli, Mario Martone, Stefano Bollani, Peppe Servillo, Avion Travel, Colle Der Fomento, Paolo Fresu e Mauro Pagani. Parallelamente ha coltivato la passione per la sonorizzazione dal vivo di film muti, esperienza che lo ha portato a ricevere riconoscimenti in festival come Strade del Cinema e Rimusicazioni.
Essere musicisti oggi: un lavoro in continua evoluzione
“Il mio lavoro è in realtà un insieme di mestieri intrecciati: concerti dal vivo, studio, scrittura e produzione, didattica, teatro e cinema. Tutto questo sta cambiando a una velocità impressionante: la tecnologia ha trasformato il modo in cui le persone vivono la musica, ridefinendo il ruolo dell’artista e costringendo i musicisti a reinventarsi sia nelle modalità operative sia nelle economie. Il mio percorso è stato tutt’altro che lineare: ho iniziato tardi come professionista, dopo esperienze diverse e svolte a volte cercate, a volte casuali. Per questo non credo esista una strada unica da consigliare a chi vuole intraprendere questo mestiere. Quello che ho imparato è che oggi servono flessibilità e apertura: bisogna saper aggiornare continuamente competenze tecniche e comunicative, sapersi muovere in più ruoli e coltivare la capacità di adattamento. Solo così si può non solo resistere ai cambiamenti, ma anche alimentare la creatività e trovare nuovi stimoli. È essenziale non perdere mai la curiosità e ricordarsi perché abbiamo iniziato: prima che musicisti, siamo stati ascoltatori appassionati. Se la musica diventa soltanto un lavoro, perde la sua forza, persino dal punto di vista professionale. Questo non toglie che sia necessario rivendicare il giusto riconoscimento economico e sociale, ma mantenere viva la consapevolezza del senso profondo di questa scelta di vita rende più ricca e autentica la nostra esperienza artistica e lavorativa”.
Musica come viaggio umano e professionale
“La mia è una professione fatta di cambiamenti continui: da un lato portano incertezza e obbligano a rimettersi sempre in discussione, dall’altro regalano una varietà straordinaria di esperienze umane, sociali e musicali, che considero una vera fortuna. Da quando vivo di musica ho partecipato — e a volte ideato — progetti che mi hanno dato grandi soddisfazioni artistiche e lavorative, ma soprattutto esperienze capaci di segnarmi sul piano umano. Tra le più significative c’è il percorso con l’Orchestra di Piazza Vittorio, poi divenuta BabelNova Orchestra, che dal 2012 mi ha portato a vivere momenti cruciali: il laboratorio musicale in carcere, duro e spiazzante ma anche una sfida quasi filosofica; i concerti in Africa, in particolare in Etiopia, a contatto con straordinari musicisti locali e con una città come Addis Abeba, difficile e affascinante, che ci ha conquistati; e infine il concerto alla mensa della Caritas di Roma, forse il più emozionante di tutti, dove ho percepito una gioia e una libertà raramente provate altrove, persino su palchi prestigiosi”.
Semplificare il lavoro, valorizzare la creatività
“Far parte di Doc Servizi significa innanzitutto semplificare in modo decisivo la parte amministrativa e fiscale, da sempre il punto più complicato per chi fa musica, liberando così tempo prezioso da dedicare alla creatività. In secondo luogo, offre un sostegno concreto sugli aspetti assistenziali e previdenziali, che va oltre i singoli ingaggi. Infine, la cortesia, la disponibilità e la professionalità del personale fanno davvero la differenza. Sono in cooperativa da dodici anni e continuo a esserne pienamente soddisfatto”.
