L’editoriale di Demetrio Chiappa, Presidente Rete Doc 

Il nuovo anno si è aperto con una notizia che ci ha lasciato tutte e tutti sgomenti: il tragico incidente avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. In un locale destinato a essere luogo di festa e di incontro, la leggerezza e la mancanza di senso di responsabilità hanno trasformato un momento di gioia in tragedia. A pochi giorni di distanza, resta una domanda che ci riguarda da vicino, anche nel nostro mondo del lavoro, della cultura e dello spettacolo: che valore diamo, davvero, alla sicurezza delle persone?

Le cooperative nascono su una base semplice e potente: l’attenzione ai bisogni delle persone viene prima del profitto. Tra i sei principi cooperativi, quello della responsabilità verso la comunità rappresenta il cuore del nostro modello. Ma cosa significa, nella pratica? Significa che non possiamo mai considerare “secondaria” la cura dell’altra/o – né sul palco, né dietro le quinte, né negli uffici o nei luoghi di lavoro condivisi.

La sicurezza non è un adempimento, è una forma di rispetto. È l’espressione più concreta dell’idea di bene comune.

In eventi come quello di Crans-Montana, emergono in controluce due visioni del mondo. Da una parte, la leggerezza di chi crede che basti “tirare a campare” o che le regole siano un fastidio. Dall’altra, la visione cooperativa, che afferma che ogni decisione – anche la più piccola – deve misurarsi con il suo impatto sul prossimo. Il nostro modello comunitario si fonda sull’ascolto, sulla trasparenza e sulla condivisione delle responsabilità. Non è solo un modo di lavorare, ma un modo di vivere insieme.

Ripartire da qui, a inizio anno, significa rinnovare un patto: quello di mettere sempre al centro le persone, la loro sicurezza e la loro dignità. Perché il lavoro culturale e quello dello spettacolo hanno senso solo se costruiscono spazi di vita, e non zone di rischio.

Essere cooperativa vuol dire questo: scegliere, ogni giorno, l’attenzione invece della superficialità, il bene comune invece dell’interesse privato, la responsabilità invece della disattenzione.

E guardando avanti, mi piace ricordare che il 31 gennaio prossimo celebreremo i 36 anni dalla fondazione di Doc Servizi. Trentasei anni di un cammino condiviso, in cui abbiamo sempre messo tra i nostri valori fondanti la sicurezza e la cura delle persone. Entriamo in questo nuovo anno con la consapevolezza che il mondo attorno a noi è attraversato da complessità, da crisi e da conflitti internazionali che mettono a dura prova i legami sociali e rendono incerto il futuro dei nostri figli e delle nostre figlie. Ma proprio per questo, i valori cooperativi sono la nostra risposta più forte: continuare a scegliere solidarietà, partecipazione e responsabilità come strumenti di costruzione comune.

Che questo nuovo anno sia per tutte e tutti noi un tempo di rinnovata fiducia nella cooperazione, a tutela dei nostri soci e socie, ma anche un segno concreto per la comunità: perché la cooperazione resta la risposta.