Per iniziare, meglio i live nei locali o un canale Youtube?

Qual è la strada migliore, nel terzo millennio, per un musicista o una musicista, per farsi conoscere? Vecchia scuola e nuove tecnologie a confronto per un settore in continua evoluzione, ma con profonde radici nel passato.

Un tempo, musiciste e musicisti per farsi conoscere dovevano calcare i palchi dei locali nei quali si organizzavano live: una sera dopo l’altra, in locali fumosi non sempre frequentati da un pubblico interessato a quel che veniva suonato, spesso malpagati e costretti a fare i tecnici, o le tecniche, di sé stessi; e stesse.. Oggi, aprire un Canale Youtube consente di proporsi rapidamente ad un pubblico estremamente più vasto e interessato, a un mercato mondiale, privo di muri e ostacoli. Ma quindi, che fare? Considerare le serate live roba passata e YT il presente, nonché il futuro? O rimanere ancorati alle origini, quelle vere, sincere, profonde, fatte di sacrifici veri, sudore, fatica e delusioni?

Siam quelli là, quelli tra palco e realtà

Prima contavano, e si contavano, i chilometri percorsi, le date suonate, i palchi calcati, le cassettine vendute, i (pochi) soldi incassati e le (molte) birre bevute. Già trovare un locale disposto a farti suonare, e a pagarti, era di per sé un lavoro. Poi c’era lo sbatti del trasporto, del montaggio e smontaggio degli strumenti, il live… ed infine la fatica di farsi pagare quelle cinquantamila lire più due birre. Ora a contare, e ad essere contati, sono gli iscritti al proprio canale Youtube, le views, i commenti, i video caricati. Si suona, si registra, si monta il video e, nella tranquillità della propria camera, si carica la propria ultima fatica: un po’ di SEO, qualche dito incrociato, una buona dose di speranze, gli occhi puntati sui numeri e un sogno chiamato viralità.

E quindi, quale strada è meglio prendere?

Non avendo in tasca né la sfera di cristallo di Ursula né la bacchetta magica di Harry Potter, verrebbe comunque da rispondere che spesso, nella vita, Two gust is megl che one!

Mentre questi fanno i rapper su YouTube, io sono in giro a farli fare a chi ne sa di più

Se sei agli inizi, senza dubbio Youtube ti consentirà di avere meno spese e di poter avere una maggior quantità di ascoltatori. Sono infatti milioni gli utenti che ogni giorno scrollano il social videocanoro o per ascoltare le proprie canzoni preferite o per scoprirne qualcuna di nuova. Ovvio, non è facile spingere un utente a iscriversi al tuo canale se canti pezzi tuoi e non ti conosce nessuno, ma da qualche parte dovrai pur cominciare. Coinvolgi gli amici, spingili a fare passaparola e a condividere i tuoi video sui loro social; fatti un po’ di SEO… e ricordati che un canale YT ti chiederà se non l’anima, quantomeno di pubblicare almeno uno o due nuovi video a settimana! Considera, comunque, che così facendo stai creando il tuo primo portfolio musicale!

The show must go on

È in questo momento che, solitamente, ti piomba addosso un ampli Marshall da 100 watt: tutto bello, tutto figo, ma il contatto con il pubblico? Le facce, le sensazioni, il sentiment di chi ti sta ascoltando da sotto il palco? La gente che si dimena, balla, poga, dove le metti tutte queste cose? Perché su YT non le puoi caricare. Ed è in questo momento che, usando il tuo portfolio online, ti devi proporre ai locali e agli organizzatori di serate, feste, fiere. Perché la musica è ancora fatica, sudore, casse che gracchiano e microfoni che fischiano. È contatto, sguardi, gesti, vastità e moltitudine. Quindi collega il Jack, scatenati, mostra a tutti quel che sei e sai fare… e invitali a seguirti su Youtube. Magari con un bel QR code stampato un po’ ovunque.

Forse credi che sia facile?

Beh, ti assicuro che ci devi mettere tutto te.

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