Non c’è sicurezza sul lavoro senza il contrasto alla violenza di genere. È questo il messaggio lanciato da Doc Servizi durante la settimana del Festival di Sanremo. In un settore dove le luci della ribalta spesso nascondono zone d’ombra fatte di squilibri di potere, precarietà e molestie, emerge l’urgenza di uno strumento concreto: un protocollo di sicurezza condiviso per i luoghi di lavoro della musica e degli eventi dal vivo.
L’invito è stato lanciato a Sanremo durante un talk organizzato nell’ambito di Superluna, format ideato e prodotto da Woodworm. L’obiettivo è avviare un percorso aperto a tutto il settore – operatori e operatrici dello spettacolo, associazioni di categoria e realtà professionali – per definire insieme regole di condotta e strumenti di prevenzione contro violenze e molestie nei contesti di lavoro della musica.

Perché un protocollo di sicurezza nel settore musicale?

Il tema emerge con forza anche dai dati e dal contesto lavorativo del settore:

  • secondo dati INPS 2024, gli uomini rappresentano il 68% dei lavoratori nell’ambito musicale (canto, direzione d’orchestra, orchestrali);
  • nel settore tecnico dello spettacolo la presenza maschile arriva all’84%;
  • il lavoro nello spettacolo è spesso caratterizzato da precarietà, gerarchie informali e forti asimmetrie di potere;
  • la Convenzione OIL n.190 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro ha definito per la prima volta a livello internazionale cosa siano violenza e molestie nel mondo del lavoro, estendendo la tutela a tutte le lavoratrici e i lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto o dal settore.

In questo contesto, un protocollo condiviso di settore può diventare uno strumento concreto per rafforzare prevenzione, consapevolezza e tutela per tutte le persone che lavorano nella musica e negli eventi dal vivo.

L’idea alla base della proposta è che la sicurezza sul lavoro nel mondo dello spettacolo non possa limitarsi agli aspetti tecnici, ma debba includere anche la prevenzione della violenza e delle molestie, fenomeni spesso invisibili ma profondamente radicati nelle dinamiche lavorative del settore.

Buone pratiche e segnali di cambiamento

Durante l’incontro sono stati ricordati anche alcuni esempi che dimostrano come scelte consapevoli possano generare cambiamento nel settore. Tra questi, percorsi formativi che hanno favorito l’ingresso di donne in ambiti tecnici tradizionalmente maschili, come il rigging, e iniziative come i corsi gratuiti promossi da Scena Unita, che hanno registrato una forte partecipazione femminile. È stata inoltre citata la campagna “Tecnica: sostantivo femminile” promossa dalla cooperativa Città Invisibile, nata a seguito della denuncia di una molestia sul lavoro e diventata un’occasione di sensibilizzazione nel settore tecnico dello spettacolo.

Un percorso aperto a tutto il settore

Il confronto, moderato da Aldo Macchi, ha visto tra gli altri gli interventi di Francesca Martinelli (direttrice della Fondazione Centro Studi Doc), Daniela Furlani (presidente di Doc Creativity con delega alla parità di genere in Doc Servizi e Rete Doc), Fabio Fila (responsabile Doc Crew e RSPP di Rete Doc) e del duo artistico Daiana Lou.

L’obiettivo del percorso avviato a Sanremo è arrivare nei prossimi mesi alla definizione di un protocollo condiviso capace di rafforzare sicurezza, rispetto e parità nei luoghi di lavoro della musica e dello spettacolo dal vivo.

Per chi volesse aderire al percorso, è possibile scrivere all’indirizzo mail protocollo@retedoc.net.