Antò, fa caldo!

Protocolli nazionali e ordinanze regionali per musiciste, musicisti e personale tecnico dello spettacolo durante le ondate di calore dell'estate 2026.

L’estate 2026 è già stata definita la più calda del secolo: con temperature che si sono innalzate sin dal mese di giugno fino ai 40 gradi e previsioni che parlano di un procrastinarsi della situazione per almeno altri tre mesi a causa delle conseguenze di El Niño – il famigerato “fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico” – il caldo rappresenterà senza dubbio un serio problema per tutta la popolazione; compresi i lavoratori dello spettacolo.

L’estate che avanza, la musica danza e noi ci lasciamo trasportare… dall’afa!

Infatti l’estate è uno dei momenti nei quali musiciste e musicisti, ma anche tecnici e tecniche dello spettacolo, dai rigger ai macchinisti e macchiniste, dai backliner ai fonici e foniche e fino agli operatori e alle operatrici luci e agli, e alle, scaffolder, lavorano di più: è infatti in questa stagione che si concentrano il maggior numero di eventi live, concerti, tournée, festival e sagre che li vedono impegnati dall’alba al tramonto tra palchi, piazze e centri urbani.

E come fare, quindi, a lavorare in sicurezza con queste condizioni climatiche così avverse? Nonostante non esista in Italia un regolamento nazionale circa il lavoro al caldo, oltre al Protocollo nazionale anti calore, un Decreto del Ministero del Lavoro già in vigore dal 2 luglio 2025 per tutti i lavoratori e le lavoratrici, sono stati recentemente emanate alcune ordinanze regionali rivolte anche al personale musicista, artistico e tecnico.

Odio l’estate e i festival rock, i cantautori che non muoiono mai e i tormentoni che alla radio senti già…

Il Decreto anti calore del Ministero del lavoro ha stabilito “la redazione dei provvedimenti territoriali per garantire le attività lavorative in condizioni di sicurezza e favorire l’omogeneità della regolamentazione delle ordinanze territoriali per le emergenze climatiche” al fine di garantire le “misure di contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche”. Tra i temi d’intervento previsti dal protocollo quadro, informazione e formazione dei lavoratori e delle lavoratrici, la sorveglianza sanitaria, l’abbigliamento, gli indumenti, i dpi e la riorganizzazione dei turni e degli orari di lavoro.

E il sole brucia la città: protocolli regionali anti calore 2026

Nonostante non esistano degli specifici protocolli anti calore dedicati a personale musicista e tecnico dello spettacolo, esistono alcune interessanti normative regionali in materia di lavoro e caldo che sono assolutamente applicabili anche a musicisti, musiciste, artisti ed artiste, tecnici e tecniche dello spettacolo.

L’ordinanza delle Regioni Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lombardia 2026 contro il caldo, con validità da giugno ad agosto, prevede il divieto di attività all’aperto con esposizione prolungata al sole e l’interruzione del lavoro tra le 12.30 e le 16.00. L’ordinanza è applicabile solo nei giorni classificati a rischio Alto da Worklimate.

Antò, fa caldo… ma il palco non si monta da solo!

Interrompere il lavoro dalle 12.30 alle 16.00, benché essenziale per la salute, rischia tuttavia di essere un problema proprio per i lavoratori e le lavoratrici dello spettacolo che devono allestire palchi e strutture per eventi, concerti e attività outdoor.

Rigger e scaffolder

In questo caso, per ovviare al problema è il direttore di produzione che deve intervenire, provvedendo alla riorganizzazione dei turni lavorativi, magari anticipando il lavoro di montaggio di rigger e scaffolder tra le 4.00 e le 8.00, di modo da evitare completamente la fascia pomeridiana più torrida. A rendere il lavoro più confortevole, dovrebbero poi provvedere specifici dpi estivi: elmetti ventilati anti UV, scarpe antinfortunistiche S1P ultra traspiranti e abbigliamento tecnico ad alta evaporazione.

Tecniche e tecnici luci, audio e backliner

La soluzione, tuttavia, non vale per altro personale tecnico come fonici e foniche, tecnici e tecniche luci o backliner, costretti a stare in regia o sul palco proprio nelle ore pomeridiane per la gestione del proprio lavoro e il soundcheck: in quel caso è obbligatorio che per queste maestranze siano allestite coperture e schermature solari adeguate come teli ombreggianti, ventilatori industriali o sistemi di nebulizzazione.

Cos’è il progetto Worklimate?

“L’obiettivo generale del progetto è quello di fornire, attraverso un approccio innovativo, integrato e multidisciplinare, strumenti e soluzioni operative per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e per il rafforzamento della resilienza dei contesti aziendali agli effetti delle temperature estreme, in un quadro di cambiamento climatico. Integrando competenze scientifiche, tecnologiche, epidemiologiche, economiche e formative, il progetto mira a promuovere ambienti di lavoro resilienti al caldo e al freddo, migliorando la prevenzione dei rischi occupazionali e la protezione delle categorie vulnerabili, senza compromettere la produttività. Attraverso azioni di informazione, formazione e sensibilizzazione rivolte a lavoratori, imprese, datori di lavoro, medici competenti, servizi di prevenzione e decisori, WORKLIMATE 3.0 punta ad accrescere la consapevolezza, la capacità di adattamento e la gestione efficace dei rischi climatici nei diversi contesti occupazionali, favorendo una cultura della prevenzione condivisa e sostenibile.”

E ricordatevi che… “solo uno sciocco sfida il sole a mezzogiorno”!

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